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Tutto lo staff dell 'A.C. Mestre, i dirigenti e i giocatori si uniscono al dolore della Famiglia Procopio per la terribile perdita.

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Dal Gazzettino del 24/08/2008

 

IL RITRATTO

Ieri la prima squadra ha giocato col lutto «Un vero maestro»

Domani pomeriggio avrebbe dovuto prendere contatto con la sua nuova squadra, i Giovanissimi del Punto Mestre, dirigendo il primo allenamento in vista del prossimo campionato. Trascorrere il suo tempo libero sui campi di calcio era la grande passione di Francesco Procopio, il quarantacinquenne calabrese, ma da anni veneziano d'adozione, tragicamente deceduto venerdì notte in un incidente stradale sulla Strada Statale 106 Jonica.

«Circa tre settimane fa ci eravamo salutati dandoci appuntamento a domani per la ripresa dell'attività sono le parole di Daniele Bigozzi, vicepresidente del Punto Mestre Francesco stava partendo per le ferie, era felice perché sarebbe tornato nella sua terra d'origine, d'altra parte qui a Mestre non aveva più familiari o parenti. Prima di salutarmi mi disse che sarebbe tornato ad allenare, oltre che con il suo consueto entusiasmo, assieme al suo figlio minore. Marco, aveva undici anni e avrebbe giocato con i nostri Esordienti. Lo scorso anno da quello che so si era dedicato al calcio 5 a Marghera mentre ora pareva intenzionato a tentare col calcio a 11».

L'Associazione Calcio Punto Mestre è nata nell'estate 2006 per curare il vivaio dell'Associazione Calcio Mestre, la cui prima squadra disputerà nel 2008/09 il campionato dilettantistico di Promozione.

«Il modo di stare in campo di Francesco si sposava perfettamente con la nostra filosofia, con il nostro modo di intendere il gioco e la Scuola Calcio prosegue Bigozzi Il risultato non è mai stato la priorità, piuttosto cercava sempre di far sì che i ragazzi imparassero a vivere in gruppo, nel rispetto reciproco, dell'allenatore, del compagno e dell'avversario. Potrebbe sembrare retorica, soprattutto adesso che siamo qui affranti per la scomparsa di una famiglia che sapeva farsi così benvolere. Invece non è così, di episodi da ricordare e che raccontano dell'uomo e dell'educatore che era Francesco ce ne sono moltissimi».

Daniele Bigozzi ne ricorda un paio.

«Il prossimo anno sarebbe stato il terzo del mister con noi: domani sarebbe tornato ai nostri Giovanissimi dopo aver seguito per due stagioni uno stesso gruppo, prima nella categoria Giovanissimi poi negli Allievi. Sapendo che avrebbero cambiato il loro allenatore i suoi ragazzi avevano tanto insistito per regalargli una bicicletta come ringraziamento per quel che lui aveva saputo trasmettere. E non parliamo di vittorie, perché la sua squadra negli ultimi due anni si era posizionata circa a metà classifica. C'era dell'altro, un apprezzamento sul piano personale e umano».

Francesco Procopio non lo avevano dimenticato nemmeno a Campalto.

«Qualche mese fa siamo andati a giocare un match del campionato Allievi a Campalto, dove lui aveva allenato prima di venire a Mestre. Ebbene al termine di una gara vinta da noi arancioneri, i suoi ex giocatori campaltini si sono stretti attorno a lui per salutarlo e abbracciarlo. Purtroppo questo tipo di episodi sono sempre più rari anche a livello giovanile, il fatto che sia accaduto al nostro Francesco non è affatto casuale. Pur nel dolore di questo momento ci auguriamo che il suo insegnamento e il suo modo di vivere lo sport non vadano dispersi».

Ieri pomeriggio la prima squadra del Mestre ha giocato con il lutto al braccio un'amichevole con la Miranese, prima della quale è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare la famiglia Procopio.Domani pomeriggio presso il Centro Sportivo di via Castellana i Giovanissimi del Punto Mestre si raduneranno comunque.

Marco De Lazzari

 
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